COUNSELLING

DEFINIZIONI

Nel definire il counselling la letteratura di riferimento presenta un quadro multiforme e a tratti eterogeneo. Nella rassegna che segue abbiamo scelto quelle definizioni che, oltre a presentare un nucleo concettuale in linea con la pratica del counselling quale si è affermata in Italia, ricalcano in pari tempo la definizione data dal CNCP.

 

Le abbiamo raggruppate in tre sezioni in modo da mettere in rilievo gli aspetti che caratterizzano in maniera specifica l’area e la metodologia di intervento, la filosofia e gli obiettivi del counselling.
 
Concludono la rassegna le definizioni della BAC e del CNCP
 
 
La natura non psicopatologica dell’ambito d’intervento di counselling
 
-           “Coloro che lavorano nelle aree del counseling e dello sviluppo umano riconoscono che tutte le persone hanno periodicamente bisogno di aiuto e consiglio, via via che sperimentano i normali stadi e transizioni di vita.” (American Counseling Association, 1992)
 
-          Il counselling ha a che fare (...) con l’area del conflitto, delle confusioni mentali, dell’ambivalenza, del turbamento emotivo in seguito a stress più o meno violenti nei vari ambienti di vita (famiglia, lavoro, scuola ecc.) in persone altrimenti ben integrate e adattate.” (Folgheraiter, 1987)
 
-          Il counselling è un “processo di interazione tra due persone, il counselor e il cliente, il cui scopo è quello di abilitare il cliente a prendere una decisione riguardo a scelte di carattere personale o a problemi o difficoltàspeciali che lo riguardano direttamente.” (Burnett,1977)
 
-          “Il counselling si focalizza sui problemi di sviluppo di persone normale di tutte le età e a tutti gli stadi della vita. Questi problemi sono generalmente relativi ad aspetti personali, sociali o lavorativi. I counsellor aiutano individui, famiglie e gruppi a risolvere conflitti, problemi o a prendere decisioni.” (Nugent, 1994)
 
 
La centralità del cliente e della sua potenzialità di sviluppo: il counselling come intervento di carattere prettamente formativo
 
-          “Sebbene il counselor aiuti il cliente a raggiungere dei risultati, non ne ha il controllo. I clienti hanno la responsabilità maggiore sia sulla produzione sia sulla qualità dei risultati ottenuti.” (Egan, 1994)
 
-           “Lo scopo del counseling non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale sia quelli successivi in maniera più integrata, ovvero con maggiore autonomia, responsabilità, consapevolezza.” (Rogers, 1942)
 
-          “Obiettivo del counselling è promuovere la crescita e l’autonomia, incoraggiare i clienti a prendersi cura di se stessi, a essere assertivi e a sviluppare il proprio potenziale.” (Carrol e Walton, 1997)
 
 
La facilitazione quale metodo prioritario per l’attivazione del problem solving
 
-          “Il counsellor deve facilitare il lavoro del cliente in modo da rispettare i suoi valori, le sue risorse personali e le sue capacità di autodeterminazione.” (Burnard, 1994)
 
-          “Insieme di tecniche, abilità e atteggiamenti per aiutare le persone a gestire i loro problemi utilizzando leloro risorse personali.” (Reddy, 1987)
 
-          “Forma strutturata di relazione d’aiuto (...) caratterizzata dall’applicazione di conoscenze specifiche, di qualità personali, di abilità comunicative del counsellor, finalizzate all’attivazione e riorganizzazione delle risorse individuali della persona, per possibili scelte, cambiamenti in situazioni percepite come difficili dall’individuo stesso.” (De Mei et al., 1998)
 
-          “Attività di problem solving in cui si distinguono diverse fasi con caratteristiche specifiche. E’ un modello di problem solving in cui al counselor si raccomanda di accettare i problemi del cliente e di presumere che il cliente possa essere aiutato a capire meglio se stesso e la situazione e a cercare una soluzione.” (Munro et al., 1991)
 
-           “Specifica abilità professionale volta ad aiutare il cliente nell’identificazione, esplorazione e ricerca di soluzioni in un’area problematica.” (Russel e Dexter, 1993)
 
 
BAC e CNCP
 
-          “Si effettua un intervento di counselling quando una persona, che riveste temporaneamente il ruolo di counsellor, offre o concorda esplicitamente di offrire tempo, attenzione e rispetto a un’altra persona, o persone, temporaneamente nel ruolo di cliente. Compito del counselling è di dare al cliente l’opportunità di esplorare, scoprire e chiarire dei modi di vivere più fruttuosi e miranti a un più elevato stato di benessere.”
 
“Il counsellor può indicare le opzioni di cui il cliente dispone e aiutarlo a seguire quelle che sceglierà. (...) può aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rivelati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento. Qualunque approccio usi il counsellor lo scopo fondamentale è l’autonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere.” (British Association for Counselling, 1985)
 
-           “Il Counselling è un processo relazionale tra Counsellor e Cliente, o Clienti e risiede nel campo delle discipline socio-formative. L’obiettivo del Counselling è fornire ai Clienti opportunità e sostegno per sviluppare le loro risorse e promuovere il loro benessere come individui e come membri della società.
Il Counsellorè la figura professionale che aiuta a cercare soluzioni a specifici problemi di natura non psicopatologica e, in tale ambito, a prendere decisioni, a migliorare relazioni, a sviluppare risorse, a promuovere e a sviluppare la consapevolezza personale su temi specifici.
Il Clienteè la persona, la coppia, la famiglia, il gruppo o l’organizzazione che richiede di essere aiutato mediante un’opera di supporto, in un percorso formativo o un processo di sviluppo inerente una specifica problematica”. (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti, 2002)