Notizie dal cncp

IL COUNSELLING NELLA RETE INTERDISCIPLINARE E LE BUONE PRASSI DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ EDUCATIVA

Esperienza di un Counsellor alla Corte d’Appello di Palermo
A cura del dott. Rocco Aldo Lucido ( CF l. 4/13)

“ La Persona al centro: esperienze e buone prassi di contrasto alla povertà educativa” è il titolo del convegno tenutosi a Palermo il 21 Aprile 2018 presso l’aula magna della Corte d’Appello di Palermo.

Il tema centrale, trasversalmente affrontato da professionisti di diverse aree, ha riguardato l’idea che ogni essere umano abbia diritto a godere dei livelli essenziali di un insieme di beni primari, necessari allo sviluppo personale e all’inclusione sociale. L’uguaglianza sociale richiede di promuovere l’opportunità di realizzare i propri progetti di vita, attraverso le risorse economiche,  culturali e riflessive, conoscenze e consapevolezza personale. SEGUE

Durante la giornata di studio vari professionisti tra esperti giuristi, avvocati, pedagogisti, psicologi, counsellor e mediatori familiari hanno affrontato il tema della povertà educativa seguendo tre macro aree rappresentate da minori, immigrati e famiglie.
Gli enti promotori sono stati: Arciragazzi, Anof, Afap con il coinvolgimento di associazioni di promozione sociale quali il Consultorio dei Diritti MIF, la Clinica Legale per i Diritti Umani-CLEDU, l’Associazione di Avvocati Agius, le Associazioni Nazionali di Counselling Ancore e CNCP. Sono stati coinvolti il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati,  degli Psicologi e degli Assistenti Sociali.
Attraverso il MIF, nella persona del suo Presidente Avv. Vincenzo D’Amico è giunta al CNCP la richiesta di presenziare e, in qualità di componente del Comitato Esecutivo  della Regione Sicilia ho avuto l’onore di rappresentare la nostra Associazione in tale sede istituzionale. Ho contribuito ai lavori del convegno nella seconda parte, dopo gli interventi del Prof. Di Chiara ( Ordinario Processuale Penale dell’Università di Palermo) che si è soffermato sul tema delle Clinical Law, nel percorso storico-normativo per combattere la povertà educativa.
Altri operatori della rete si sono immersi sull’essenziale aspetto della comunicazione, dall’ascolto all’emissione per accogliere l’altro, per creare rete, per occuparsi di sé, dell’ auto-gestione del professionista nella prevenzione del burn-out.
Sin dai primi interventi il filo conduttore e di connessione è stata la musicalità data da metafore, da un linguaggio emozionale delle narrazioni, che ha offerto all’evento una leggerezza vibrante pur nella profondità del tema trattato.
Salvatore Piparo, cantastorie palermitano, attraverso la recita di pezzi inerenti a tematiche affrontate, ha riscaldato l’auditorio con un racconto nel racconto che ha mischiato storie di vita vissuta al tessuto dottrinale e normativo trattato.
Gli interventi dei tre Counsellor presenti hanno evidenziato l’importanza di sviluppare le proprie capacità per affrontare efficacemente le emozioni e potere superare momenti emotivamente difficili, come la tensione che si sviluppa nelle relazioni tra colleghi, con il giudice in udienza. Si è parlato degli aspetti emozionali nell’ambito delle varie professioni ; sono stati illustrati i concetti di ascolto attivo ed empatia , anche per sviluppare le capacità di gestire al meglio la comprensione e il sostegno dei clienti, sottolineando come le competenze di conselling  permettono
di allenare la propria intelligenza emotiva e, così, di guardare se stessi e i propri stati d’animo con maggiore consapevolezza, e anche di riuscire a cogliere meglio le complessità emotive dei singoli clienti. 
Potere esprimere questi assunti di base in un contesto sociale-giuridico, in un clima di assenso e condivisione è stato percepito dai relatori counsellor, dai patners presenti dell’auditorio come un segnale anch’esso di superamento di barriere culturali e povertà riflessive.
Il fatto che  ci siano corsi e convegni mirati sul tema della gestione delle emozioni nell’ambito della professione giuridica e non solo, con tanto di accredito da parte degli ordini professionali competenti per il territorio, significa che  la persona “emotivamente intelligente” non è più un tabù. Significa che le implicazioni emozionali ed emotive di una professione, anche come quella dell’avvocato, stanno venendo espressamente riconusciute.
La sensazione che mi sono portato, e che condivido ora anche grazie ai feedback recenti, è della maturità del tempo odierno per l’accoglienza alle trasversalità delle competenze del counselling, sia esse come formazione integrativa dei vari professionisti che come ausilio professionale del professionista della relazione di agevolazione.
Il lavoro di Rete è essenziale nell’ulteriore maturazione, consentendo cooperazioni, conoscenze e stima reciproca per la crescita delle comunità professionale che intende agevolare la crescita della comunità in senso lato.