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DERIU: “UNICO È UNA RETE DEMOCRATICA DI ASSOCIAZIONI CHE SI È DATA LA FUNZIONE DI MOVIMENTARE LE RISORSE INTELLETTUALI E OPERATIVE DELL'INTERO MOVIMENTO DEL COUNSELING”

Sabato 23 ottobre si è celebrata a Roma, presso il Palazzo delle Esposizioni, una giornata importante per tutto il movimento dei counselor.
Sette sigle di riferimento della categoria hanno formalizzato la nascita di Unico, l’Unione Italiana del Counseling. La prima e più importante Rete di associazioni che da anni promuovono la nostra professione e tutelano i counselor professionisti.
Fra loro, anche il CNCP.
Obiettivo prioritario: portare a conclusione - finalmente uniti, con il peso politico che ne può conseguire - il processo di affermazione e diffusione della professione e il percorso di riconoscimento dei tantissimi professionisti che, con conoscenza competenza e deontologia, operano quotidianamente in tutto il territorio nazionale.
Primo passo, da tutti condiviso: la convocazione nel 2022 degli "Stati generali del counseling", in seno ai quali realizzare un grande laboratorio di analisi, progettazione e programmazione di attività e strategie per la realizzazione degli obiettivi dell'intera categoria.
Abbiamo chiesto a Marco Deriu, Segretario Generale del CNCP, di rispondere a tre domande per meglio comprendere il significato politico di Unico e il suo valore operativo.

Segue 

D: Perché avete sentito la necessità di costituire unico?

R: È sotto gli occhi di tutti come anche il nostro paese, al pari del resto del mondo, stia vivendo un momento di transizione e trasformazione di portata storica.Le profonde trasformazioni nel sistema industriale, nel mondo del lavoro, in ambito sociale e culturale, già prodotte e spinte dalle cosiddette transizioni green e digitale, oggi sono accelerate dagli effetti di una pandemia che ha investito tutti gli aspetti tradizionali della vita di ognuno di noi e trasforma rapidamente comunità e territori.Considerata la sfida che tutto ciò comporta in termini di capacità di adattamento a livello globale e considerati i rischi di possibili effetti negativi sulle condizioni di vita dei gruppi sociali più deboli, come per esempio giovani, lavoratori non qualificati, migranti, appare evidente che anche nel nostro paese vi sia un gigantesco bisogno di counseling e di professionisti in grado di intervenire in questi processi per facilitare la sfida dell'adattamento ai nuovi scenari e aiutare a contenerne gli esiti negativi.Si tratta di una sfida culturale, sociale ed economica che ci investe sia come persone e cittadini, sia come professionisti, cui non è più possibile rispondere in modo disorganico. La sfida è troppo grande perché possa essere affrontata ancora in modo frammentario.In passato, quando il movimento del counseling ha cominciato a muovere i suoi passi nella direzione della affermazione della nostra professione, questa frammentazione, oltre che essere naturale e necessaria, ha contribuito alla crescita del nostro movimento, stimolando in modo ricco e articolato il suo processo di sviluppo, e ha permesso la definizione identitaria della nostra professione in seno al variegato mondo delle altre professioni d’aiuto.Oggi che la nostra professione ha maturato una sua precisa identità, oggi che sappiamo, con certezza di ambiti di applicazione e di confini, quale sia il nostro spazio di azione nella sfera sociale, culturale ed economica del nostro paese, abbiamo la necessità di concludere il processo di affermazione e diffusione della professione attraverso uno sforzo coordinato e unitario di tutto il movimento e delle sigle che lo rappresentano.Unico risponde a questa necessità, e alla sua urgenza.Unico vuol essere il modo per cogliere la sfida che il movimento del counselling ha davanti a sé, per completare l'ultimo tratto di strada che ci separa dall’essere una professione che, affermata e diffusa, sia in grado di fornire l'indispensabile contributo che essa può ed è chiamata a dare, a vantaggio dello sviluppo sociale e democratico, ma anche economico, del nostro paese.

D: Cosa può fare Unico per sostenere questo processo verso la definitiva affermazione della professione?

R: Unico ha il merito di aver unito buona parte delle associazioni che rappresentano il movimento del counseling attorno a un tavolo, con lo scopo di attivare un organo di coordinamento, democratico e paritetico, per lo sviluppo di strategie comuni e coordinate, capaci di confrontarsi con maggior peso e determinazione con il mondo della politica, dell'economia e della società civile. Questo è il suo obiettivo attuale e principale.Perché queste strategie possano essere efficaci, è però necessaria l'energia, l'intelligenza, la competenza e la partecipazione di tutti i singoli professionisti e dell'intero movimento. Il ruolo e il contributo concreto di Unico deve essere quello di mettere in moto questo capitale umano.Allo scopo, il primo passo sarà quello di convocare, quanto prima, gli Stati Generali del Counseling, in cui, tutti insieme e con il contributo di tutti, poter portare a sintesi analisi, progetti e programmi per la realizzazione di politiche attive per la promozione e l'affermazione della nostra professione.

D: In seno a Unico sono già emersi i temi dai quali procedere?

R: Certo. Si tratta di temi che sono sul tavolo ormai da diversi anni, noti a ciascuna delle associazioni che rappresentano la nostra categoria, come, ancor più, a ogni professionista che ogni giorno opera esercitando la professione. Tra i più urgenti, sicuramente la necessità di rafforzare la riconoscibilità e l’accreditamento sociale della professione e dei professionisti che la esercitano; la diffusione dell'attività dei professionisti in tutti i settori della vita socio economica del paese, dal sociale sino all’impresa, nel privato come nel pubblico; il riconoscimento politico, istituzionale e normativo dei professionisti. Ma ripeto, a oggi Unico è una rete democratica di associazioni che si è data la funzione di movimentare le risorse intellettuali e operative dell'intero movimento del counseling, nella certezza di quale sia l'enorme potenzialità delle energie, delle intelligenze e delle competenze che il nostro movimento ha già in seno. Saranno gli stati generali a poter indicare con precisione di orizzonte e di contenuti le questioni da affrontare e i modi, i tempi e le strategie con cui realizzare gli obiettivi.Si tratterà di fare insieme un gran lavoro, per il quale, ancor più che di Unico, saranno necessarie le risorse, le competenze, ma soprattutto la partecipazione e l'entusiasmo, di tutti i counselor e di tutte le realtà culturali e scientifiche che a questa professione hanno dato e continuano a dare vita forma e identità. 


 


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