8 marzo


Due anni di pandemia, le donne hanno perso il lavoro e sono state violate, malmenate e uccise più di prima.

No, la pandemia non ci ha resi migliori. 

Due anni di pandemia, le donne hanno perso il lavoro e sono state violate, malmenate e uccise più di prima. No, la pandemia non ci ha resi migliori.

Una guerra alle porte, le donne hanno pagato ancora una volta un prezzo altissimo in termini di violenze.
Oggi festeggiare la donna deve essere più che mai un evento fuori dagli stereotipi e dall’idea consumistica e falsa che siano sufficienti un fiore ed un localino fuori porta per liberarci la coscienza e passare direttamente al marzo del 2023.  

Oggi se vogliamo essere oneste non è possibile nemmeno riempirci la bocca di slogan e fare iniziative di routine senza chiederci quanto bene ce la stiamo raccontando. 
A cosa corrisponde organizzarci e lavorare insieme con le nostre associazioni, fare politica…se per politica intendiamo quella con la P maiuscola?
La Politica organizzativa del CNCP vuole essere quella della Polis aristotelica, portata avanti per il bene di tutti e di tutte, uno spazio pubblico al quale i counsellor possono partecipare.
Occorre stare dentro la realtà delle cose, stare con le persone e con i loro problemi. Sporcarci le mani. 
Da decenni i fronti aperti sui temi delle donne sono tanti e negli ultimi due anni si sono ancor di più inasprite le situazioni e implementati i bisogni; si sono prodotte ulteriori crisi, violenze e diseguaglianze. 
In questo giorno simbolico è certamente giusto proporre riflessioni ma anche definire ciò che intendiamo fare per ridurre, badate non annullare, ci accontenteremmo di ridurre le sperequazioni e le violenze di cui come donne siamo vittime. 
La nostra professione può essere un volano per questo cambiamento, un luogo comune di crescita e creazione di cultura della parità e dell’emancipazione di tutte e di tutti; anche per questo auspichiamo che il prossimo mandato del Consiglio Direttivo del CNCP veda tante donne candidate e altrettante nei ruoli di rappresentanza.

I fronti da sempre aperti sono una serie di diritti che troppo spesso declamiamo ma troppo poco e troppo lentamente recuperiamo:

  • Il diritto al lavoro, alla parità di salario connessa anche alle carriere;
  • Il diritto di circolare per strada di sera senza avere paura di essere assalite;
  • Il diritto di porre fine ad una relazione senza rischiare di essere malmenate o uccise;
  • Il diritto di costruire una famiglia senza mettere a repentaglio la carriera;
  • Il diritto di curare i nostri anziani e disabili condividendo il peso, senza dover rinunciare a tutto il resto;
  • Il diritto di affidare i nostri figli a servizi di qualità;
  • Il diritto a veder rispettate le leggi che tanto ci siamo sudate;
  • Il diritto alla salute che non vuol dire solo avere accesso alle cure ma che le cure siano pensate ANCHE PER NOI cioè che la sperimentazione non sia fatta solo sul maschio, bianco e adulto;
  • Il diritto di guardare la televisione e leggere un giornale senza vedere la nostra immagine svilita e usata in maniera imbarazzante (…ma non dovrebbe essere imbarazzante anche per chi le produce queste schifezze?!);
  • Il diritto delle nostre bambine di essere cresciute all’insegna del “poter essere” e non solamente del “dover essere”;
  • Vi invito ad aggiungere altri diritti perché l’elenco non è certo esaurito.

    Tanto ci sarebbe ancora da dire ma ci accontentiamo di questo per un otto marzo in cui finalmente si possa festeggiare l’appagamento di qualcuno di questi diritti.

    Un otto marzo che sancisca la pace perché come al solito le guerre le fanno gli uomini (in verità alcuni uomini) ma a pagarne le conseguenze ci siamo anche noi.

    Il counselling è un ambiente in cui si respirano la cura e il rispetto dell’altro, e forse anche per questo è un mondo fatto soprattutto da donne. Sia la nostra forza una risorsa per tutte le donne del mondo. Ucraina in testa e con lei ovunque vi sia una guerra. 
  • di Patrizia Belloi, Segretaria Generale CNCP



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