
Care e cari colleghi,
sono particolarmente lieto di presentarvi il Congresso Nazionale CNCP 2026, che si terrà sabato 10 e domenica 11 ottobre presso l’Hotel Corallo di Riccione, una bellissima struttura affacciata direttamente sul mare, dotata di moderni spazi congressuali e pensata per coniugare qualità dell’accoglienza, momenti di confronto e convivialità.
Per questa occasione, abbiamo scelto una sede che permetterà di vivere il congresso come un’unica esperienza, senza separare I lavori congressuali dai momenti di incontro e di relazione, i quali da sempre rappresentano uno dei valori più belli e nutrienti della nostra comunità.
Ogni anno il Consiglio Direttivo dedica molto tempo alla scelta del tema del Congresso. Non si tratta semplicemente di individuare un argomento interessante o attuale. Cerchiamo di intercettare una domanda che attraversa il nostro tempo e che, in qualche modo, riguarda anche il futuro del counselling. Quest’anno quella domanda ci è sembrata particolarmente chiara.
Che cosa intendiamo oggi quando parliamo di benessere?
Negli ultimi anni il linguaggio della salute è diventato sempre più presente nel modo in cui leggiamo la vita delle persone. È un cambiamento che ha prodotto risultati straordinari e che ha consentito di comprendere e affrontare molte forme di sofferenza che in passato rimanevano invisibili. Ma ogni paradigma, proprio perché orienta il nostro sguardo, illumina alcuni aspetti della realtà e ne lascia inevitabilmente altri sullo sfondo. Abbiamo così sentito il bisogno di aprire una riflessione più ampia. Una riflessione che non metta in discussione il valore della medicina o delle professioni sanitarie, ma che si interroghi su tutto ciò che rende pienamente umana l’esperienza del vivere: la qualità delle relazioni, la ricerca di significato, la crescita personale, i legami, la partecipazione alla vita della comunità, la capacità di affrontare i cambiamenti senza perdere fiducia nelle proprie risorse.
Per due giorni metteremo in dialogo filosofi, pedagogisti, neuroscienziati, rappresentanti delle istituzioni e professionisti della relazione, nella convinzione che le grandi sfide del nostro tempo richiedano il confronto fra saperi diversi.
La mattina di sabato si aprirà con la Lectio Magistralis della Prof.ssa Antonia Chiara Scardicchio, dedicata a una riflessione scientifica e filosofica sull’umano, seguita da una tavola rotonda che affronterà il tema dei confini professionali, della patologizzazione della vita quotidiana e del ruolo delle professioni della relazione nel welfare contemporaneo.
La domenica la Dott.ssa Ilaria Mussini proporrà una riflessione sul paradigma della cura come ricerca di senso. A seguire, un forum interdisciplinare con rappresentanti delle istituzioni, della politica e dei servizi discuterà il contributo delle professioni relazionali alla costruzione di un nuovo modello di welfare, capace di valorizzare la dimensione educativa e comunitaria del BenESSERE.
Abbiamo voluto che questa riflessione trovasse anche una dimensione esperienziale. Per questo il pomeriggio di sabato sarà interamente dedicato ai workshop. Se gli interventi in plenaria ci aiuteranno a riflettere sul valore della relazione, i workshop ci inviteranno a viverla.
Focusing, Mindfulness e Tango Counselling offriranno tre percorsi differenti, accomunati dall’idea che ogni relazione nasce innanzitutto da una presenza incarnata, dal corpo, dall’ascolto e dalla consapevolezza. Anche i workshop saranno fruibili da remoto, così da consentire la partecipazione anche a chi non potrà raggiungerci a Riccione.
Come sempre, il Congresso sarà anche l’occasione per ritrovarci.
Chi partecipa alle nostre edizioni sa che il programma continua ben oltre gli interventi in aula. Le pause, i pranzi, le conversazioni informali e gli incontri tra colleghi sono spesso il luogo in cui nascono idee, collaborazioni e nuove amicizie.
Anche la serata di sabato è stata pensata con questo spirito.
Ci ritroveremo per la tradizionale Cena Sociale, arricchita dalle “riflessioni semiserie sulla condizione umana e sullo smarrimento contemporaneo” di Gene Gnocchi e, a seguire, da un momento di musica e da uno spettacolo di tango argentino con il Maestro Luciano Donda. Perché anche l’ironia, l’arte e la convivialità sono modi autentici di vivere la relazione.
Concluderemo il Congresso con la presentazione e l’approvazione del Manifesto per una Cultura della Relazione, un documento che desideriamo rappresenti non soltanto la sintesi delle due giornate, ma anche un contributo culturale che il CNCP intende offrire al dibattito sul benessere, sulla relazione e sul ruolo delle professioni relazionali nella società contemporanea.
Mi auguro davvero di incontrarvi a Riccione.
Ogni Congresso è un’occasione per aggiornarsi e confrontarsi. Ma, soprattutto, è il momento in cui una comunità professionale si ritrova, riflette sul proprio presente e prova, insieme, a immaginare il proprio futuro.
Vi aspettiamo.
A nome dell’intero Consiglio Direttivo
Marco Deriu